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Grazia

Grazia

Scrittrice di Romanzi Erotici. Studia le dinamiche dei rapporti interpersonali sessuali.

www.graziascanavini.com

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..di Grazia S.
 




Questo è ciò che pensa la maggior parte delle donne quando "scopre" che il marito, compagno o fidanzato frequenta siti che propongono video porno o gallery di immagini a sfodno sessuale: "SE HA BISOGNO DI GUARDARE QUELLA ROBA PER ECCITARSI, SIGNIFICA CHE IO NON GLI BASTO PIù!"
Niente di più sbagliato ragazze mie, non è proprio così!
Perché siete deluse? Perché pensate che quella sia roba da pervertiti? Perché pensate che lui abbia bisogno di vedere donne più belle di voi? O forse perché pensate che il vostro "modo" di fare sesso non sia all'altezza delle sue aspettative e quindi lui abbia bisogno almeno di guardare ciò che gli piacerebbe fare?
Dimenticate per un attimo la delusione provata scoprendo questa sua "attività" e ragionate con me su ognuna di queste domande che vi ho posto:
Siete deluse perché pensate che guardare contenuti pornografici sia roba da pervertiti? 
Se ragioniamo in termini di valori morali di stampo religioso, sì. Ma se valutiamo basandoci sui numeri, la frequentazione dei siti pornografici è talmente alta che non possiamo non piegarci all'evidenza: mediamente un italiano su quattro fruisce della pornografia e, se consideriamo che nella media rientrano anche neonati e anziani, dovremmo dedurre che siamo una popolazione di adulti pervertiti. Immagino che stiate pensando: "Non mi interessa di ciò che fanno gli altri, da lui non me lo aspettavo!". 
Pensate che lui abbia bisogno di guardare donne più belle di voi in atteggiamenti sessuali?
Vi assicuro che non tutte le attrici sono delle gran bellezze e, soprattutto negli ultimi anni, c'è una tendenza importante verso i cosidetti "video amatoriali", che il più delle volte in realtà sono girati in studio come tutti gli altri ma hanno come protagonisti uomini e donne di fisicità non particolarmente perfetta proprio perché devono dare l'impressione di essere persone "normali" e non attori. I video amatoriali, in sostanza, propongono protagonisti e ambiti di scena che rispecchiano la normalità, situazione che permette ancor più l'immedesimazione e lo stimolo della fantasia. Proprio alla fantasia volevo arrivare: sappiate che il 70 per cento degli uomini mentre guarda un film porno finisce per fantasticare sulla propria donna (o sulla donna desiderata)!
E qui arriva la domanda successiva: pensate che il vostro "modo" di fare sesso non sia all'altezza delle sue aspettative e quindi lui abbia bisogno almeno di guardare ciò che gli piacerebbe fare?
Be', questo è possibile. Soprattutto se non vi ha mai detto di guardare porno, segnale che probabilmente non avete una complicità di rapporto che vi permetta di dirvi tutto, apertamente, anche si trattasse di sole fantasie o piuttosto di desideri, e quindi di aspirazione alla realizzazione. 
Voi pensavate che lui vi dicesse tutto, che fosse completamente soddisfatto, che il vostro rapporto funzionasse al 100% e che lui non vi nascondesse nulla, lo so ragazze, ma non facciamone una tragedia, datemi retta.
Provate piuttosto a pensare (perché così è) che lui non ve lo ha mai detto:
-per il timore di ferirvi perché sapeva che la cosa vi avrebbe destabilizzate
-per la paura che, dicendovelo, succedesse ciò che è successo: problemi, incomprensioni, difficili da spiegare senza sentirsi accusati
-perché anche lui è cresciuto soggiogato dai concetti moralisti, e quindi si vergogna a dirlo.
Ma veniamo al punto che forse vi interessa di più: perché guarda i film porno?
Perché per la maggior parte degli uomini la componente visiva è la base dell'eccitazione, il voyeurismo infatti è una tendenza tipicamente maschile. Nel periodo dell'adolescenza, ad esempio, è consuetudine masturbarsi guardando giornaletti porno, per i ragazzi no?! Ecco, anche in età adulta permane questa tendenza che non è patologica sia chiaro, non almeno finché rimane un'attività non indispensabile all'eccitazione, ma un incentivo.
So che molte di voi si sentono "tradite" quando scoprono che lui si eccita e pratica l'autoerotismo guardando siti porno (molti matrimoni addirittura sono naufragati dopo una scoperta del genere!) ma la maggior parte degli uomini pensa che il sesso virtuale non rappresenti un vero e proprio tradimento, per loro "tradire" è strettamente connesso al reale contatto fisico con una donna.
Anche praticare sesso on line per loro non è reale tradimento ma semplicemente provano il brivido della trasgressione: sono in molti a raccontare di farlo proprio quando la compagna dorme, senza farsi vedere, eccitarsi e andare a letto per fare l'amore con lei. Non vi piace l'idea, lo so, ma in questo caso il contenuto porno o il sexting diventano uno stimolatore, un vero e proprio amplificatore del piacere che a voi non toglie nulla e si riversa sull'intensità del rapporto di coppia.
Continuo a sostenervi perché so che vorreste che lui si eccitasse solo guardando voi, pensando a voi, toccando voi ma queste sono utopie ragazze... e diciamocelo chiaro: voi non avete mai fantasie che riguardino situazioni o persone diverse? 
Eddai!
Alleggerite un po' la vostra delusione, pensate che in fin dei conti a voi piacciono i film d'amore perché vi fanno sognare mentre gli uomini preferiscono sognare in altro modo. Cosa c'entra (direte voi)? Se voi guardate sempre film d'amore, leggete romanzi di grandi storie passionali, è forse perché lui non vi ama abbastanza???

Ora. Potete continuare a fare le deluse, a farlo sentire in colpa, ad avere rabbia o sentirvi schifate dall'aver scoperto che lui è uno di quelli che guarda quella robaccia... oppure potete sfruttare il momento per aumentare la complicità di coppia, proponendogli di scegliere un film che gli piace e farlo vedere anche a voi, per vedere che effetto vi fa. Non avete idea di quanto lo "caricherà" questo vostro comportamento perché gli darà l'idea di potervi parlare più apertamente, di poter essere sé stesso anche in quegli aspetti che solitamente è più difficile confessare per il condizionamento da tabù e per il timore di essere giudicato negativamente. 
So che per voi è difficile ma so anche che, se mi leggete, avete capito che sbattere i piedi per non cedere sulle proprie convinzioni è deleterio nei rapporti: se ognuno dei due partner si fossilizza sulla propria posizione, il punto di incontro diventa un miraggio!
Imporre al vostro compagno di non guardare materiali porno sarebbe controproducente, sappiatelo, perché la natura istintiva non si cambia per imposizione, men che meno con ricatti morali del tipo: "se scopro che continui ti mollo": forse smetterebbe di guardarli o (più probabile) lo farebbe in maniera più accorta, ma di sicuro ne perderebbe il vostro rapporto. Lui si sentirebbe non accettato, giudicato e voi stareste sempre a controllare, pronte a far scenate se scoprite che continua: diventerebbe una lotta (inutile e deleteria), situazione nella quale sarebbe sicuramente penalizzata la complicità di coppia.
Parlatene con lui e disponetevi ad ascoltarlo, senza fare tragedie che i problemi veri sono altri, credetemi. Quando vi spiegherà il perché lo fa, forse vi dirà semplicemente che non lo sa e che è così, tanto per fare, ma voi avrete il merito di avergli dato la possibilità di parlarvi apertamente e, gradualmente, ne trarrete beneficio entrambi aumentando la vostra complicità e la capacità di condividere anche i pensieri più personali. 
Adesso la domanda è per voi ragazze, che probabilmente ritenete schifosi i contenuti porno e forse non ne avete nemmeno mai visti perché solo il pensiero vi fa rabbrividire: leggete questo articolo! Magari scoprirete che guardare un film porno altro non è che punzecchiare in modo più diretto il nostro stimolo sessuale e, se preso con spirito giocoso e senza pesantezze da perbenisti, può diventare un piacevole diversivo!
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...di Grazia S.




La bisessualità femminile è indubbiamente meglio "tollerata" e meno scandalosa di quella maschile. Anzi, per parecchie persone la bisessualità nella donna è una caratteristica allettante, un punto in più! Ne abbiamo già parlato in passato: nelle fantasie e nei desideri sessuali maschili, una donna bisessuale è fonte di eccitamento. 
Quindi, se una donna si dichiara bisessuale sarà presumibilmente ben vista dagli uomini e anche da alcune donne; non dai perbenisti naturalmente, pubblicamente schifate dai bigotti ma nemmeno tanto. Perché all'uomo l'idea di assistere (e ancor meglio partecipare) ad un rapporto sessuale tra due donne non dispiace per nulla!
E se invece, a dichiararsi bisessuale, è un uomo? 
La storia cambia, e di molto.
Intanto sappiate che sui siti di cam (tipo Cam4) gli uomini che guardano gli uomini sono un numero immisurabile perché nascosti dietro ad un nickname è più facile poter spaziare dove la mente vuole. E sono uomini che si dichiarano eterosessuali... mi spiego?
La differenza sta semplicemente nel fatto che, per questo perbenismo/bigottismo dilagato nei decenni precedenti e ancora radicato nella mentalità diffusa, un uomo che prova piacere nell'avere qualsiasi tipo di approccio con un altro uomo, non è un uomo! E' un mezzo uomo! Perde in mascolinità!
Perché il vero uomo nella nostra cultura è quello che si fa un sacco di donne, no?!
Personalmente credo che l'uomo più eccitante sia quello che non si pone limiti di sorta ma la cui sessualità è guidata dall'istinto e dal piacere, libero dal condizionamento degli stereotipi.
Poi chiaramente la mentalità in cui viviamo è condizionante: prova a dire sul lavoro, da uomo, che sei bisessuale... comporta quasi gli stessi problemi del dichiarare di essere omosessuale.
A volte mi chiedo se, prima di morire, avrò il piacere di vivere in una società che non giudica più le persone per le dinamiche sessuali e in cui non sia necessario doversi "vergognare" o doversi nascondere.
A voler semplificare al massimo, mi piacerebbe che come io amo mangiare carne e pesce, un altro ama solo la carne, un altro solo il pesce e nessuno di noi si vergogna a dirlo, anche nella sessualità ci fosse la possibilità di esprimersi liberamente... ce la farò?
Mercoledì, 21 Ottobre 2015

TRADIMENTO: UNA LOTTA CONTINUA!

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...di Grazia S.
 
 
 
 
 
 

Un paio di giorni fa ho condiviso questo post su LinkedIn e ne è nata una discussione davvero interessante e costruttiva (se volete leggerla la trovate qui) e facendo un sunto di tutti i commenti appare evidente che il problema di definire il tradimento nasce dal fatto che la sessualità sia stata subordinata al concetto di amore.  Ma se vogliamo ragionare in modo obiettivo è fondamentale puntualizzare che la sessualità è un istinto (quello che guida la vita, per intenderci) e la sua subordinazione al concetto di amore è un fatto culturale, non naturale. Qui nasce l'inghippo. Chi non tradisce lo fa per condizionamento culturale, perché reprime l'istinto sessuale inconsapevolmente (mannaggia al SuperIo!).
So di dire cose poco popolari e per qualcuno spiacevoli o addirittura etichettate come sovversioni atte al libertinismo ma la sessualità e l'amore sono due cose completamente scindibili, il cui legame è determinato solo dal tipo di educazione ricevuta e dall'effetto del condizionamento moralistico della società in cui si vive. Perché di fatto avere un rapporto o una relazione sessuale con una persona non esclude la possibilità di amarne un'altra: l'esclusivismo sessuale è un valore conseguente a regole sociali, che non fa parte della natura umana. 
La discussione su LinkedIn, che va avanti da due giorni, mi soddisfa molto perché si svolge intelligentemente non con l'intento di giudizio ma partendo dal concetto di base che il tradimento esiste da sempre ed è diffusissimo, quindi non può essere considerato un fenomeno legato a poche persone "deviate" ma piuttosto come un segno che indica la difficoltà umana a sottostare ad una regola morale imposta dalla società.
Possiamo negarlo questo? 
Naturalmente l'influenza della Chiesa e dei valori cristiani hanno giocato un ruolo fondamentale in tutto questo: il peccato, la fedeltà eterna, la sessualità concessa solo a fini riproduttivi, l'obbligo di restare sposati indipendentemente dall'efficacia del rapporto... sono tutti concetti innegabilmente imposti, che non prendono in considerazione il benessere personale e condannano l'istinto.
La Chiesa altro non ha fatto che recludere la sessualità assoggettandola al concetto di amore.
Ora, è chiaro che il sesso è una cosa magnifica fatta con la persona che si ama, ma può essere molto soddisfacente anche in altre situazioni, in cui non ci sia necessariamente un rapporto d'amore... o vogliamo negarlo?
Il concetto di tradimento risulta poi essere molto soggettivo proprio per il fatto che lo acquisiamo con l'educazione, non è un concetto oggettivo: per qualcuno tradire significa avere un rapporto carnale, per qualcun altro è sufficiente che il partner faccia sesso virtuale per incolparlo di tradimento e per altri ancora anche un semplice sguardo troppo intenso rivolto ad un'altra persona è una colpa!
Le persone che tradiscono senza sentirsi in colpa hanno semplicemente scelto consapevolmente di scindere il concetto di sessualità da quello di amore. Per questo non si sentono di mancare a livello di fedeltà.
Poi, diverso ancora il discorso, ci sono persone che hanno scelto consapevolmente lo stile di vita poliamoroso, che a livello "gestionale" ha difficoltà non indifferenti posto a livello di struttura e regolamentazione sociale ma che sicuramente consente a chi lo sceglie di vivere intensamente più emozioni e più amore, ci piaccia oppure no!
Insomma, il tradimento è stato, è e sarà una lotta senza fine fino a che il sesso non sarà visto per quello che è: un istinto votato al piacere, all'accrescita dell'autostima, all'appagamento dei sensi, al benessere psicofisico.

(come al solito mi sento di puntualizzare che non voglio incentivare il tradimento, non è questo il mio obiettivo, quanto quello di stimolare alla riflessione e alla comprensione che certe dinamiche non sono una "colpa personale" bensì un modo individuale, soggettivo, consapevole di vivere in virtù della propria essenza).

di grazia Scanavini.....

uomoSo che anche dopo aver letto questo articolo nessun uomo si sentirà più leggero nell'ammetterlo ma l'argomento va affrontato e, direi, andrebbe discusso molto ampliamente perché la bisessualità maschile, all'epoca "trasgressione" di pochi, oggi è arrivata a comunicare la propria evidenza grazie ai siti e ai social a tema sessuale.
Cosa intendo?
Che frequentando molti siti dedicati al sesso, è innegabile che nascosti dietro ad un nickname gli uomini diano liberamente spazio al proprio lato bisessuale.
Ma andiamo per gradi.
Premesso che la bisessualità NON è una trasgressione o una perversione (ditemi che non devo convincervi di questo, vi prego!) rimane impossibile per un uomo confessare di essere sessualmente attratto da un altro uomo. Perché? Molto semplice: perché nella società il valore di un uomo si basa sulla sua potenza, sulla sua mascolinità, sulla sua forza, e un uomo che "fa la parte della donna" è un perdente.
Cazzate!
O perlomeno, sono cazzate per chi ha la possibilità mentale di non ragionare secondo pregiudizi e preconcetti ma è in grado di vivere le sensazioni e le emozioni in modalità free-thinking.
La via di mezzo, oggi, quella che permette di dare una valutazione più realistica sull'aspetto bisessuale degli uomini, è quella che si evidenzia come dicevo nei siti dedicati alla sessualità, in particolar modo quelli che permettono di chattare e incontrarsi virtualmente. E' un primo passo in sostanza: tranquillamente protetti da un nickname che non permette di risalire all'identità, gli uomini si lasciano andare ad un intenso gioco di voyeurismo... e una percentuale piuttosto significativa e in continua evoluzione (il 35%) anche a incontri reali.
Personalmente questa evoluzione mi piace perché è indicativa di un'apertura alla ricerca del proprio benessere dissociandosi dal condizionamento dei pregiudizi, condizione mentale che auspico diventare un must prima che io muoia... nel senso che mi piacerebbe avere il tempo di assistere ad una presa di consapevolezza sessuale molto più ampia di quella attuale.
Chi mi conosce sa che penso che le limitazioni nella sessualità siano solo frutto di condizionamenti educativi e che ognuno di noi dovrebbe potersi sentire libero di coinvolgersi con una persona per le sensazioni che gli da e non per schemi predefiniti.
Naturalmente la bisessualità maschile, oggi, fa parte dei tabù sessuali proprio perché viene vissuta con la vergogna e il timore di essere considerati meno uomini... e come tutti i tabù ha bisogno di tempo e prese di coscienza personali che sono piuttosto difficoltose, ma non impossibili!
Qualche tempo fa scrivevo questo post e devo dire che in questi giorni, impegnata per molte ore al giorno su siti di cam, ho la sensazione che stia diventando sempre più normale vivere la propria sessualità per quella che è. Anche nascosti dietro ad un nickname per ora, va bene... l'importante è non reprimersi e prendersi il piacere in relazione al proprio "essere" e non alla necessità di apparire!
Insomma uomini cari... godetevi il vostro piacere, anche se virtualmente dietro ad un nickname va bene... in attesa che l'ipocrisia dia spazio al benessere reale!

...... Continua a Leggere

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