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Fiat esporta il modello Pomigliano alla Ferrari

zemoloNotizie sempre più incerte per gli operai romagnoli del gruppo Fiat. A cominciare dalla produzione della nuova Maserati quattro porte, che potrebbe essere assemblata a Grugliasco invece che a Modena, con tutte le ricadute occupazioni che ne deriveranno.

Ma non basta. Le cose vanno male anche in Ferrari, dove la Fiat non solo non ne vuole sapere di rinnovare un contratto integrativo scaduto da 3 anni,

 

ma ha anche annunciato di volere applicare agli operai della Rossa di Maranello una copia del contratto già in vigore a Pomigliano.“Un modello di lavoro senza democrazia, rappresentanza e diritti”, hanno spiegato le rsu Ferrari in un incontro con Andrea Defranceschi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. E martedì mattina, durante il question time in viale Aldo Moro, Defranceschi chiederà alla giunta Errani di prendere immediatamente una posizione chiara su quello che sta succendo in Fiat a livello regionale. Ad assistere tra il pubblico ci sarà anche una rappresentanza degli operai di Maranello.


“Il contratto di Pomigliano – ha detto Defranceschi – era già indecente a Pomigliano, ma almeno ci avevano raccontato che serviva per non fare chiudere la fabbrica. Ora Marchionne lo vuole esportare anche in Ferrari dove la situazione è florida. E’ una vergogna“. Per questo il Movimento 5 Stelle chiederà all’assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli di ostacolare in tutti i modi la decisione Fiat. E sul tavolo Defranceschi mette alcuni dati che “che dimostrano l’inutilità industriale di un contratto stile-Pomigliano per un marchio che vende sempre di più e meglio nel mondo”. Negli ultimi tre anni, recita l’interrogazione che il Movimento 5 Stelle presenterà martedì, la Ferrari ha “continuato ad assumere e ha stabilizzato 160 interinali”, registrando per il terzo trimestre 2011 “un margine (risultato operativo su vendite) del 16,6%, mentre quello della Fiat è stato dell’1,3%, ciò evidenzia la netta differenza produttiva e commerciale della Ferrari rispetto al resto del gruppo Fiat”.

Ma non è tutto. Se in Ferrari si annuncia un contratto al ribasso in termini di diritti, la produzione della nuova quattro porte Maserati è già stata assegnata a Grugliasco, nella prima periferia torinese, invece che a Modena, sede storica del marchio del tridente. “Siamo molto preoccupati – ha detto Defranceschi – i lavoratori hanno parlato con la Fiat e hanno ottenuto risposte vaghe. Per adesso sappiamo che su 700 persone circa 300 continueranno a produrre per Maserati nel modenese”. L’incertezza però, ha spiegato il consigliere grillino, è tutta sui restanti 400 operai. “E’ stato comunicato che saranno assorbiti dalla Ferrari. Ma per fare cosa nessuno lo sa”. E se davvero la quattro porte Maserati sarà prodotta in Piemonte, ragiona Defranceschi, “bisognerà tenere conto delle ricadute sull’indotto. Non ci sono solo gli operai Fiat, ma anche tutti quelli che lavorano con le commesse Fiat”.

“Chiediamo alla Regione – ha concluso Defranceschi – di spiegare cosa intende fare per tutelare la dignità dei lavoratori, i posti di lavoro e tutto l’indotto che questi grandi marchi generano per l’Emilia-Romagna. Le Istituzioni hanno investito in questi stabilimenti nel corso degli anni, non lasciamo che vengano sviliti così”.

di Giovanni Stinco


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