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L'eroe che non deve essere dimenticato

Ve lo stavate dimenticando, vero? Non mi sorprende… Del resto, i libri di storia che ci fanno studiare al Liceo dedicano interi paragrafi a guerre, assassinii, ad uomini che di esemplare hanno ben poco. “Per non dimenticare!” ci dicono. E così ci abituiamo a riempire la nostra vita di cattivi esempi, a ricordare le ere della storia per le vittime che hanno fatto, e non per quello che di buono hanno fornito al genere umano. E nel calcio non succede qualcosa di così diverso.
Ve lo stavate dimenticando, ammettetelo. Di certo se lo sono dimenticati tutti i nuovi indagati nell’ennesimo processo che getta solo fango su altro fango, che ci obbliga a dare spazio sui giornali, ancora una volta, a ciò che di negativo questo sport meraviglioso che è il calcio offre, e non alle belle favole che sono passate e passano in secondo piano.

 

Ed allora ve la racconto io una bella favola, quella di , o meglio ve la rammento, visto che dal 2011 ad oggi sono passati solo 4 anni, ma il mondo del calcio sembra aver dimenticato così in fretta.
Simone non è un fenomeno, nè mai lo è stato, nè probabilmente lo sarebbe diventato: una carriera modesta iniziata in quel di Roma e conclusasi a Gubbio, paese noto più per le scorribande in bicicletta di Don Matteo che per la sua storia calcistica.

Titolare in Serie C e ottimo rincalzo in Serie B, nel primo anno di Serie B giocato dal Gubbio dopo 63 anni, Simone si rende noto nel dicembre 2011 per un atto che, a raccontarlo, dovrebbe essere la quotidianità, ma che nel paese patria della Mafia e di Calciopoli sembra quasi un’utopia: Simone va a denunciare una tentata combine di una partita di Serie B, Cesena-Gubbio, per la quale avrebbe ricevuto 20mila euro insieme ai suoi compagni.
Scoppia così il caso Calcioscommesse in Italia. L’ennesimo scandalo in un calcio già malato terminale. Seguiranno indagini, verranno arrestati decine di sospetti, tra cui famosi calciatori, capitani di squadre, ragazzi che dovrebbero dare il buon esempio, ma che rimarranno nella storia come l’ennesimo cattivo esempio. Tutte le TV esaltano il gesto del calciatore, che diventa quasi un eroe, un salvatore, un luce di speranza nelle tenebre più scure…Risultato? Sono passati 4 anni, ma la storia si ripete. Altri arresti, altre combine, altro scandalo.
Oggi Simone è stato premiato dal Dio del Calcio: lavora per l’Aston Villa, cub inglese di Premier League, dove insegna il fair-play, il calcio pulito alle giovani menti dei settori giovanili. Altro mondo l’Inghilterra. Del resto loro sanno quanto pesino le parole e le buone azioni, hanno perso la loro più grande colonia imperiale per opera di un signore che non ha mai imbracciato un fucile in vita sua, eppure ha ottenuto un’udienza dal Primo Ministro ed ha reso indipendente l’India! Mentre in Italia le bombe le facciamo esplodere addirittura negli stadi, ci feriamo e ci ammazziamo tra di noi, per uno sport che invece dovrebbe riunire e insegnare, non tramite i cattivi esempi, ma tramite i piccoli grandi uomini, come lo è Simone Farina.

Tratto dal sito http://terzinodipaese.com  di  Marco Latella


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